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CENTRO STUDI

Mezzogiorno, locomotiva d’Italia
25 Ottobre 2021 

“Locomotiva Sud. Come il Mezzogiorno può trainare la ripresa italiana grazie al PNRR” è il titolo dello studio dell’Ance sul Mezzogiorno dal quale emerge come il Sud possa diventare, già a partire dal 2022, la locomotiva della ripresa italiana, con le risorse del PNRR e l’effetto moltiplicatore del settore delle costruzioni.

L’analisi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, approvato il 13 luglio, e dai primi documenti attuativi, mostra la grande attenzione del Governo agli effetti sull’economia degli investimenti infrastrutturali e al recupero dei divari territoriali che penalizzano le regioni meridionali.

Lo studio considera il contesto economico e infrastrutturale esistente, per giungere a illustrare, concretamente, le opportunità offerte dal Piano europeo a livello nazionale e regionale e i rischi di una sua incompleta attuazione.

Alle costruzioni andranno 45 degli 82 miliardi previsti nel PNRR per il Sud. La riuscita del Piano dipende quindi dalla capacità di attivare rapidamente ed efficacemente le risorse previste per il settore.

Molto dipenderà anche dalla velocità dei Ministeri di distribuire le risorse ai territori, e dalla capacità - amministrativa e tecnica - degli Enti territoriali di dare attuazione concreta ai progetti previsti.

Sulla velocità di distribuzione delle risorse sono stati fatti passi avanti, anche se resta ancora da distribuire metà delle risorse. 

Nella distribuzione regionale degli investimenti in costruzioni già “territorializzati”, emergono ai primi posti le regioni del Sud: Campania (1° regione in Italia con 7,4 miliardi), Sicilia (4° regione in Italia con 5,1 miliardi), Puglia (6° regione in Italia con 3,9 miliardi), Abruzzo (2,7 miliardi) e Calabria (2,3 miliardi).

Sul fronte della competenza tecnico-amministrativa degli Enti territoriali, che vede le regioni del Sud agli ultimi posti in Europa, è necessario potenziare le capacità progettuali e di gestione amministrativa dei progetti.

Ma le opportunità per rilanciare il Sud derivano, oltre che dal PNRR, anche dai Fondi Strutturali Europei, dal Fondo Sviluppo e Coesione e dalle altre risorse ordinarie. Una mole di risorse che prevede, solo per il Sud, oltre 96 miliardi di euro di investimenti in costruzioni (compresi i 45 miliardi del PNRR).

Il PNRR, quindi, funzionerà solo se sarà effettivamente aggiuntivo, e se verrà coordinato con tutti gli strumenti di politica economica a disposizione del Paese. Occorrerà, quindi, prestare attenzione alla realizzazione degli investimenti e non solo alla loro programmazione, e vigilare affinché questi fondi non siano sostitutivi e non determinino un rallentamento degli investimenti ordinari, quelli a valere sul bilancio dello Stato e quelli finanziati nell’ambito dei fondi europei per il riequilibrio territoriale.

Solo in questo modo l’ambizioso Piano europeo potrà raggiungere il suo obiettivo primario, ovvero innescare un processo di crescita di lungo periodo che non si limiti a recuperare la crisi determinata dal Covid ma contribuisca a rafforzare le debolezze strutturali dell’economia italiana e stimolare la transizione ecologica e digitale.

In allegato è disponibile lo studio Ance “Locomotiva Sud. Come il Mezzogiorno può trainare la ripresa italiana grazie al PNRR” e le relative slide di presentazione.